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Ultimo aggiornamento: 5 febbraio 2005 | firma il guestbook

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Vittorino Andreoli, Lettera a un insegnante

Questa Lettera ad un insegnante comincia con una lunga ed efficace captatio benevolentiae, con la quale Andreoli condivide molte delle lagnanze più comuni della classe docente: lo stipendio, che fa dei professori i nuovi poveri, lo squallore degli edifici scolastici, il senso di solitudine e la vera e propria depressione che un docente spesso si trova a sperimentare, il mancato riconoscimento sociale della propria professione.[leggi tutto]

Alfred Adler

Alfred Adler è stato seguace e discepolo di Freud fin dal 1902, ma ben presto la sua ricerca lo ha portato lontano dalle tesi del fondatore della psicoanalisi, che pure lo aveva nominato presidente della Società di Psicoanalisi (che Adler abbandona nel 1911, per dar vita alla Società di Psicologia Individuale). In ultima analisi, le differenze teoriche tra Freud ed Adler sono riconducibili a differenze legate all'esperienza, al carattere, alla visione politica. Se Freud è politicamente prudente, poco disposto a sbilanciarsi ed a farsi entusiasmare da progetti politici, Adler si interessa ai problemi sociali, alla criminalità, alla condizione della donna, all'educazione, con un ottica progressista e con posizioni piuttosto innovative sul piano sociale.[leggi tutto]

Viktor Frankl e la logoterapia

Nella psicoanalisi freudiana non c'è posto per la religione: essa è una illusione, una sorta di nevrosi collettiva, secondo quanto affermato ne L'avvenire di un'illusione. L' analisi esistenziale di Viktor Frankl è una reazione contro questa negazione della dimensione spirituale dell'uomo. Se è stata efficace nell'indagare il profondo dell'uomo, la psicoanalisi non è riuscita, per Frankl, a comprendere la dimensione verticale dell'essere umano, ciò che lo conduce verso la trascendenza. Freud ed i suoi continuatori hanno fatto psicologia del profondo, Frankl intende fare una psicologia dell'altezza. [leggi tutto]

E. Bencivenga, Un mondo senza lavoro

È possibile un mondo in cui nessuno sia disoccupato? Senz'altro, risponde il filosofo Ermanno Bencivenga nel suo Manifesto per un mondo senza lavoro. Si tratta di comprendere però cosa è realmente l'occupazione per un uomo. Se è occupato è soltanto chi svolge un lavoro retribuito, allora non c'è speranza di vincere la disoccupazione: l'attuale sistema economico non consente la piena occupazione. Ma la mancanza di lavoro può essere anche una occasione positiva. Cessando di essere caratterizzata dalla mancanza, la disoccupazione può diventare spazio per una più alta occupazione, quella intellettuale. Essere disoccupati vuol dire avere tempo libero, ed avere tempo libero significa poter conoscere e fare molte cose. Ora, un uomo è caratterizzato più da ciò che fa e conosce, che da ciò che possiede. Il tempo libero, dunque, è quello della vera occupazione. Non esistono disoccupati dove tutti sono impegnati nel proprio autoperfezionamento. Nel mondo senza lavoro auspicato da Bencivenga lo Stato diventa una sorta di comunità monastica o un istituto di ricerca che, invece di favorire il diffondersi di bisogni e la crescita dei consumi, lavora per la diffusione della conoscenza e la realizzazione degli interessi conoscitivi dei cittadini.[leggi tutto]

M. K. Gandhi, L'istruzione dei bambini

Questo testo del 1929 è una delle sintesi più efficaci del pensiero di Gandhi sull'educazione. L'aspetto che più colpisce è la scarsa considerazione che il Mahatma sembra avere per la formazione letteraria, che è al centro del nostro sistema educativo. Per Gandhi leggere e scrivere è solo una delle capacità che fanno un uomo; un'altra, fondamentale, è la capacità di lavorare manualmente; più importante di tutte, però, è la formazione morale. Quella di Gandhi è, per dirla con Pestalozzi, un'educazione del cuore, della mano e della mente.[leggi tutto]

Secondo percorso completato

Il percorso su Freud è completo ed è disponibile qui per il download in formato Adobe Acrobat (454 kb, 31 pagine).

Ernest Jones, Gli ultimi giorni di Freud

Vita e opere di Freud di Ernest Jones (1953) è la più importante biografia del fondatore della psicoanalisi: un'opera che in tre volumi ricostruisce gli aspetti pubblici e privati della vita e dell'opera, gli affetti e le intese intellettuali, le passioni e le sofferenze. Diversi aspetti dell'opera di Jones sono stati ridimensionati o addirittura corretti da studi successivi (ad esempio il presunto isolamento di Freud), ma essa resta fondamentale per la quantità di notizie, molto spesso di prima mano. Nelle pagine seguenti Jones racconta gli ultimi giorni di vita di Freud. È degno di nota il fatto che lo stesso Jones giunse a completare la sua biografia di Freud negli ultimi giorni della sua vita.[leggi tutto]

L'isteria

Nel luglio del 1880 una ragazza viennese di ventun anni manifesta, dopo la morte del padre, una serie di sintomi molto gravi: strabismo e difficoltà della vista, paralisi dei muscoli del collo e degli arti, sonnambulismo, tosse nervosa, sdoppiamento della personalità, con uno stato di coscienza normale, anche se depresso, ed un altro aggressivo e dispettoso. La ragazza viene visitata del medico viennese Josif Breuer, che diagnostica un caso di isteria. Di questa malattia all'epoca si sapeva ben poco; ad una serie di disturbi fisici anche molto vistosi, come la paralisi degli arti, non sembrava corrispondere alcuna precisa causa organica.[leggi tutto]

Alexander Neill, Quando i figli tornano tardi

Nostra figlia Susan ha diciassette anni. La notte scorsa è ritornata a casa alle cinque dei mattino e ha trovato me e mio marito in piedi che ci mangiavamo unghie per la preoccupazione, chiedendoci se era il caso dì chiamare la polizia, e temendo che le fosse capitato qualcosa. Dunque, lei entra mentre noi siamo infuriati e, dopo averla rimproverata per essere rimasta fuori fino a quell'ora senza avvertirci, Susan ci ha trattati con disprezzo per le nostre preoccupazioni e ha gridato indignata: «Insomma, che cos'è questa faccenda? Non avete fiducia in me? » ... [leggi tutto]

 

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