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Antologia di Muntu
Alexander Neill, Quando i figli tornano tardi
Alexander Neill, fondatore di Summehill,
è senza alcun dubbio uno dei più grandi educatori del
Novecento: tra i pochi che hanno avuto il coraggio di tentare la via di
una educazione radicalmente antiautoritaria. Nel libro Il genitore
consapevole risponde alle domande più frequenti dei genitori.
Nel passo scelto affronta la questione del rientro dei figli, che
diventa occasione per una più ampia riflessione sugli effetti
dell'autorità sullo sviluppo individuale.
Nostra figlia Susan ha
diciassette anni. La notte scorsa è ritornata a casa alle cinque
dei mattino e ha trovato me e mio marito in piedi che ci mangiavamo
unghie per la preoccupazione, chiedendoci se era il caso dì
chiamare la polizia, e temendo che le fosse capitato qualcosa. Dunque,
lei entra mentre noi siamo infuriati e, dopo averla rimproverata per
essere rimasta fuori fino a quell'ora senza avvertirci, Susan ci ha
trattati con disprezzo per le nostre preoccupazioni e ha gridato
indignata: «Insomma, che cos'è questa faccenda? Non
avete fiducia in me? » Francamente di fronte a questa risposta
non abbiamo saputo controbattere. C'è qualcosa da dire? Forse in
profondità siamo preoccupati pensando che alla ragazza succeda
qualcosa di male, in qualche modo, anche se è naturale una certa
dose di autentica preoccupazione quando se ne sta fuori fino alle
cinque dei mattino.
Oh, povero me! Mi arrivano tante domande dagli Stati Uniti che sembra
vogliano dire tutte la stessa cosa: «Ho perduto mio figlio, e che
cosa posso fare per porci rimedio? »
Se mia figlia rimanesse fuori tutta la notte, né io né
mia moglie le chiederemmo dove è stata. Lei ha fiducia in noi e
noi abbiamo fiducia in lei. È tutto così semplice! Non
abbiamo nessun timore che rimanga incinta o che si ubriachi.
Ricordi però che io non conosco l'ambiente che stia figlia
frequenta. Posso immaginare un ambiente che spaventi i genitori. Uscire
con ragazzi che guidano ubriachi fradici la macchina del padre, uscire
con una manica di drogati o di alcolizzati... sì, potrebbe
essere una cosa davvero spaventosa. Lascio in un certo qual modo da
parte il lato sessuale, perché la seduzione significa sempre la
partecipazione di due persone. Se una ragazza ha una buona base
sessuale le possibilità che venga sedotta sono poche, a meno che
non sia ubriaca. Ma ci sono tante famiglie così sgradevoli che i
giovani cercano ogni piacere fuori di casa. Il ritorno alle cinque
può essere una forma di protesta per essere sempre stata
trattata come una bambina irresponsabile. Se i genitori non capiscono
gli interessi dei figli vanno incontro a guai.
Una famiglia repressiva è il maggior pericolo per i giovani. I
vincoli di ferro che i genitori forgiano per tenere i figli legati alle
loro vecchie e superate nozioni sulla vita sono anche trappole in cui
rimangono presi i genitori. I genitori di questo tipo uccidono l'amore
e la gioia nei bambini fin dalla culla. Genitori di questo tipo
inibiscono la naturalezza e il desiderio naturale.
Ma come possiamo biasimare questi genitori quando tutta la loro
educazione non ha mai affrontato l'argomento più importante dei
mondo: l'educazione dei bambini. L'altro giorno ho sentito una ragazza
di ventisei anni dire: « Ho una laurea con lode in matematica, ma
vorrei che qualcuno mi avesse insegnato come trattare mio figlio.
»
Un genitore è uno specialista al quale nessuno ha insegnato a
essere uno specialista. Scarica su suo figlio tutto il carico delle sue
idee sulla politica, la religione, la morale e poi rimane amareggiato e
sorpreso quando si accorge che questi non vuole più saperne del
carico e ha perso ogni contatto con la famiglia.
La delinquenza comincia nella culla. Basta allevare un bambino con
atteggiamenti contro la vita, basta picchiarlo perché si bagna i
pantaloni, rimproverarlo, e si è sulla buona strada per fare di
lui un nevrotico. Basta insegnargli ad essere « buono »,
insegnargli a temere i genitori e a temere Dio, a pervertire tutti gli
istinti naturali dei bambino. Se poi si ottiene un ragazzo difficile,
è facile saperne il motivo.
L'obiezione che ottengo di solito è: « Ma tutti i
bambini sono stati rimproverati, tutti hanno ricevuto una educazione
moralistica; perché solo alcuni diventano delinquenti? »
Una ottima domanda. Non posso rispondere. Chi potrebbe farlo?
Ovviamente, c'è sempre il fattore economico. Forse l'urto di un
ambiente povero su un bambino di una certa fragilità porta al
triste risultato. In casa sua non c'è nessuna cultura, nessun
libro, nessun tipo di conversazione seria. I genitori sono ignoranti,
lo picchiano in ogni momento e gli urlano. Il bambino frequenta una
scuola dove una disciplina severa e argomenti noiosi non catturano il
suo interesse. Gioca nelle strade. I suoi compagni sono ragazzi che per
gli stessi motivi sono ugualmente infelici. Le sue idee sul sesso sono
di tipo pornografico. Il ragazzo vede altra gente che ha soldi,
automobili e tutti i lussi. Si sente svantaggiato, senza privilegi.
Durante l'adolescenza si unisce a una banda che ha come ideale quello
di arricchire in fretta e a tutti i costi.
Come possiamo guarire un ragazzo da un passato come questo? I nostri
riformatori usano solo una maggiore quantità di quella stessa
disciplina alla quale il ragazzo si è ribellato. L'ambiente
della prigione aumenta il suo odio nei confronti della vita e
dell'umanità.
Homer Lane dimostrò che la libertà può guarire un
delinquente ma, in giro, di Homer Lane ce ne sono pochi e la
criminalità giovanile aumenta ogni anno.
Se tutti i bambini fossero allevati come a Summerhill - in
libertà - i delitti giovanili diminuirebbero enormemente. La
libertà deve cominciare in famiglia e, in realtà ' nella
prima infanzia, ma la maggior parte dei genitori non hanno le
conoscenze, la pazienza e nemmeno la fiducia nella bontà della
natura umana per fare della loro famiglia una famiglia libera, per i
bambini che essi spediscono in questo mondo difficile.
Come al solito, mi sono allontanato dall'argomento della domanda. Mi
dicono che sia uno dei miei maggiori elementi di fascino. Uno scrittore
noioso è un tizio che rimane in argomento, un argomento che
troppo di frequente è poco interessante.
Per ritornare a vostra figlia Susan, vi consiglio di avere fiducia in
quella ragazza di diciassette anni. Lasciatela crescere secondo il suo
ritmo. Ogni volta che mostrate di non avere fiducia in lei, perdete un
altro pezzo del suo affetto naturale.
E comunque, signora, lei non è mai tornata a casa tardi quando
aveva diciassette anni?
A. Neill, Il genitore consapevole,
Forum Editoriale, Roma 1971.
Antonio Vigilante,
Muntu. Percorsi nelle scienze sociali
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