|
|
||
|
il progetto | l' autore | copyleft | il blog | guestbook
Percorsi
/ Freud e la psicoanalisi Meccanismi di difesa Quando
ci imbattiamo in uno
stimolo esterno doloroso o in qualche modo spiacevole la nostra
reazione naturale è l'evitamento. Se abbiamo toccato un
oggetto che scotta, lo lasciamo andare, così come sputiamo un
cibo amaro. Ma cosa succede se quello stimolo spiacevole non è
esterno, ma interno? Se si tratta di una pulsione, vale a dire
una forza interna che ci spinge verso qualcosa che noi consideriamo
ripugnante o inaccettabile? Noi non possiamo fuggire da noi stessi.
Possiamo però impedire alla pulsione di entrare nella nostra
coscienza, se essa mette in pericolo il nostro equilibrio interno o,
soprattutto, se il soddisfacimento di quella pulsione può
essere socialmente pericoloso. Quello che avviene è dunque che
ci difendiamo da quella pulsione impiegando una serie di meccanismi
di difesa. Il primo di questi meccanismi è la rimozione,
con la quale la pulsione non viene eliminata, ma in un certo senso
spostata nell'inconscio, dove non può far danni.
Nell'inconscio la pulsione può restare inattiva o organizzarsi
per tornare nella coscienza attraverso vie complicate. Una prima via
può essere lo spostamento. Poniamo che la pulsione
rimossa sia un desiderio incestuoso nei confronti del padre. Questo
desiderio non può essere ovviamente soddisfatto, perché
l'incesto è socialmente condannato. Pertanto il desiderio
viene rimosso. Esso però torna alla coscienza in qualche modo
trasfigurato come paura di un animale. L'animale rappresenta il
padre, mentre il desiderio è sostituito dalla paura: ma la
paura immotivata nei confronti di quell'animale – ad esempio un
lupo – è presente alla coscienza. Può essere,
invece,
che la pulsione abbia un carattere sadico, sia un impulso ostile ed
aggressivo verso una persona amata. Questo impulso viene rimosso, ed
al suo posto compare uno scrupoloso adempimento del proprio del
dovere, accompagnato da angoscia e senso di colpa. È stato
adottato uno stato psicologico esattamente contrario a quello che
è
stato rimosso (formazione reattiva). Più il desiderio
è
colpevole, più si sviluppa il senso di colpa per metterlo a
tacere. Può succede anche, però, che una pulsione venga
deviata dalla sua meta originaria verso una meta socialmente
accettabile. Questa è la sublimazione, ed è per
Freud un meccanismo importante, senza il quale non si spiegherebbero
le più grandi realizzazioni culturali di una società,
come l'arte o la filosofia.
In quest'ultimo
caso, la
difesa dalla minaccia rappresentata dalla pulsione porta ad una
situazione positiva. Nei due casi precedenti non è così.
Nel primo caso, lo spostamento porta ad una fobia, nel
secondo caso la formazione reattiva è causa di una nevrosi
ossessiva. In entrambi i casi il
soggetto vive un forte disagio psichico: si ammala. L'isteria, le
fobie, le nevrosi, le psicosi sono patologie diverse che esprimono il
conflitto psichico e che possono essere trattate dalla psicanalisi
indagando sulla loro origine. Antonio Vigilante, Muntu. Percorsi nelle
scienze sociali |
||
© 2005 Antonio Vigilante. I testi
di questo sito possono essere riprodotti a condizione che ciò
avvenga senza scopo di lucro, che non venga apportata alcuna modifica e
che venga citata la fonte. I testi dell'antologia sono di
proprietà dei rispettivi editori, e vengono qui proposti al solo
scopo di diffondere la conoscenza delle scienze sociali. Gli editori
possono chiederne la rimozione inviando una e-mail a:
antonio.vigilante[at]istruzione.it I files in formato .pdf sono
realizzati con il software libero OpenOffice.