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Percorsi
/ Freud e la psicoanalisi Il sogno Un'altra
convinzione che è stata ed è diffusa è che nei sogni ci sia possibile
incontrare personaggi reali, siano essi i defunti o figure divine. La vita
di San Girolamo, il principale traduttore della Bibbia (sua è la traduzione
latina detta Vulgata) fu caratterizzata da un sogno di questo genere.
Appassionato di letteratura classica al punto di trovare, al confronto,
rozza la letteratura biblica, Girolamo avvertiva tuttavia il contrasto tra
la la cultura pagana e quella cristiana. Una notte, durante il suo lungo
ritiro ascetico nel deserto della Siria, sognò di essere interpellato da un
Giudice divino che lo accusò di non essere cristiano, ma ciceroniano («ciceronianus
es, non christianus»: sei ciceroniano, non cristiano). Non
è difficile interpretare il sogno di Girolamo come manifestazione di un
travaglio interiore e vedere nel giudice un aspetto della sua stessa
personalità. Ma questa è una interpretazione moderna. Per Girolamo il
giudice era Cristo stesso che lo richiamava ad un maggior rigore religioso.
In genere, è stata diffusa in passato la percezione del sogno come porta di
accesso al mondo soprannaturale, da cui la sua importanza per la
divinazione. Esso è, in realtà, ed è stato Freud a mostrarcelo, la porta
di accesso alle radici più profonde del mondo umano – quel mondo umano di
cui le antiche divinità non sono che una proiezione. Non
è senza significato che l' Interpretazione dei sogni di Freud – la
sua opera più importante - sia stata pubblicata nel 1900. Si può dire che
si tratta dell'opera che apre idealmente il secolo XX, vale a dire il secolo
dell'irrazionalità e della violenza, ma anche della introspezione e della
conoscenza dell'umano. Freud
presenta il proprio metodo interpretativo con l'analisi di un suo sogno; noi
faremo lo stesso. Sogno
del 23-24 luglio 1895 [1] Un
grande salone – stavamo ricevendo numerosi ospiti. - Tra di essi c'è
Irma. Io la presi in disparte, come per rispondere alla sua lettera e
rimproverarla di non aver ancora accettato la mia «soluzione». Le dissi:
«Se hai ancora dei dolori è davvero solo colpa tua». Mi rispose: «Se
solo tu sapessi che dolori ho ora in gola, nello stomaco e nel ventre, mi
soffocano». Io mi spaventai e la guardai. Era pallida e gonfia. Pensai che
dopo tutto dovevo aver trascurato qualche disturbo organico. La portai
vicino alla finestra e le guardai in gola, e lei mostrò una certa
riluttanza, come le donne con la dentiera. Io pensai che veramente non c'era
bisogno di farlo. Poi lei aprì bene la bocca e sulla destra trovai una
grande macchia bianca; in un altro punto vidi delle estese croste grigiastre
su delle forme notevolmente incurvate, che imitavano evidentemente le
cavità nasali. Chiamai subito il Dr. M. ed egli ripeté l'esame e lo
confermò... Il Dr M. sembrava molto diverso dal solito, era pallido,
zoppicava e non aveva la barba... Anche il mio amico Otto era ora vicino a
lei, e il mio amico Leopoldo stava percuotendo il suo petto e diceva: «Ha
un'area ottusa in basso a sinistra». Indicò anche che una parte della
pelle sulla spalla sinistra era infiltrata (lo sentii come lui, nonostante
il vestito)... M. disse: «Non c'è dubbio, si tratta di un'infezione, ma
non importa: interverrà la dissenteria e le tossine saranno eliminate»...
Noi conoscevamo anche l'origine dell'infezione. Non molto prima, quando lei
si sentiva poco bene, il mio amico Otto le aveva fatto un'iniezione di
propile... propili... acido propionico... trimetilammina (e vidi davanti a
me la formula stampata in grassetto)... Iniezioni di quel genere non si
dovrebbero fare così sconsideratamente... E probabilmente la siringa non
era pulita. Irma
era una amica di famiglia che Freud aveva curato per una sua angoscia
isterica, con risultati solo parzialmente soddisfacenti. Il suo amico Otto
l'aveva incontrata durante le vacanze estive, ed aveva riferito a Freud che
Irma stava meglio, «ma non completamente bene». In queste parole Freud
aveva scorto una sorta di rimprovero per aver fatto alla paziente promesse
che non era stato in grado di mantenere. Per questo la sera prima del sogno
aveva scritto la cartella clinica di Irma, per farla avere al Dr. M., un
amico comune. L'interpretazione
di Freud è piuttosto complessa; la sua conclusione è che quel sogno aveva
lo scopo di punire ed umiliare tanto Irma quanto il suo amico Otto ed il Dr.
M., che riteneva colpevoli di aver messo in discussione la propria
professionalità. Di Irma si era vendicato sostituendola nel sogno con una
sua amica (cui rimandava la posizione della donna vicino alla finestra, che
era la posizione in cui Freud aveva trovato questa amica un giorno che era
andato a farle visita), di Otto attribuendogli una iniezione evidentemente
pericolosa (e contrapponendogli il più coscienzioso collega Leopoldo), e
del Dr. M. facendogli pronunciare un parere scientificamente discutibile
sulla dissenteria come rimedio all'intossicazione. Questo sogno, dunque, ha
un significato ben preciso: esso rappresentava la realizzazione di un
desiderio di rivalsa. L'analisi di qualsiasi altro sogno conduce, per Freud,
alla stessa conclusione: i sogni, nonostante la loro apparente
irrazionalità e benché spesso abbiano un contenuto spiacevole, sono sempre
la realizzazione di un desiderio. In
che modo Freud è giunto a scoprire il significato di quel sogno? Ne ha
isolato le singole parti e figure; quindi ha ricercato il significato di
ognuna di essere procedento attraverso delle associazioni, registrando ciò
che quella particolare scena gli fa affiorare alla mente. Questo
procedimento porta a scoprire che gran parte del materiale del sogno è
costituito da esperienze del giorno precedente. Tuttavia c'è una importante
differenza tra la memoria cosciente ed il procedimento dei sogni; mentre la
prima ricorda, di un evento, gli aspetti essenziali, il secondo preferisce i
particolari secondari ed insignificanti. Nel sogno possono essere presenti
anche riferimenti ad un passato più o meno lontano, ma a condizione che vi
sia un legame con un episodio del giorno precedente, che fa da ponte tra il
presente ed il passato. Una parte importante del materiale dei sogni è
costituito inoltre dai ricordi dell'infanzia. Anche in questo caso, si
tratta spesso di dettagli dimenticati della nostra vita infantile. Inoltre
può accadere che nel sogno diverse esperienze recenti siano in qualche modo
fuse insieme o, ancora, che una o diverse esperienze recenti, significative
per il soggetto, vengano rappresentate da una esperienza recente
indifferente. Vi sono inoltre delle fonti somatiche dei sogni. Gli stimoli
sensoriali esterni o quelli somatici provenienti dall'interno del corpo
mentre dormiamo possono indurci a sogni che in qualche modo incorporano
quello stimolo. Può succedere, quando al mattino suona la sveglia, di
sognare di spegnere l'allarme ed alzarci, oppure di sognare di mangiare
quando si ha fame. Il sogno si protegge, in un certo senso, dallo stimolo
che cerca di interromperlo e provocare il risveglio, dandone una
soddisfazione onirica. La
cultura popolare ha spesso rinvenuto nei sogni una quantità di figurazioni
simboliche, cui ha attribuito un significato preciso. L'interpretazione
freudiana, al contempo, mostra che ogni sogno è il risultato
dell'esperienza individuale, porta in sé la vita recente e remota del
soggetto. Tuttavia, Freud non nega che esistano dei sogni, o meglio delle
scene oniriche, di carattere comune. Sono quelli che chiama sogni tipici,
di cui è possibile individuare in generale il significato simbolico. È il
caso, ad esempio, del sogno frequente di essere nudi davanti agli altri, in
genere degli sconosciuti; sogno che ha alla base una scena infantile di
effettiva esibizione, quando la nudità non è ancora motivo di vergogna. Lo
stato infantile di libera esibizione del proprio corpo resta in noi come una
sorta di paradiso personale, un'età dell'innocenza cui riusciamo ancora ad
accedere attraverso il sogno. Un secondo caso di sogni tipici è quello
della morte di una persona cara. Questi sogni sembrano contraddire con
particolare evidenza la teoria di Freud che i sogni esprimono desideri. Chi
desidera la morte di una persona cara? In realtà, per quanto ciò possa
risultarci sgradevole, ognuno di noi alberga fin dall'infanzia dei desideri
simili. Se i sogni di esibizione ci fanno accedere all'innocenza infantile,
quelli della morte di persone care ci rimandano ad un aspetto dell'infanzia
crudele: il desiderio effettivo, provato dal bambino, che qualche persona
della sua famiglia muoia. Il rapporto del bambino con i suoi fratelli, in
particolare, è tutt'altro che sereno ed amorevole. Ognuno di noi nella sua
infanzia è stato nella sua infanzia vittima o colpevole di piccole
violenze, di soprusi, di cattiverie. È ben noto l'illimitato egoismo dei
bambini. Un egoismo che può portare un bambino a desiderare che il fratello
maggiore che gli ha fatto un dispetto o il padre che lo ha punito muoiano.
Prima di indignarsi per questa crudeltà infantile è bene però considerare
che i bambini non hanno l'esatta percezione di cosa voglia dire morire.
Desiderare che qualcuno muoia vuol dire per loro soltanto desiderare che
vada via. La morte è come il viaggio o qualsiasi altra causa di assenza.
Frequente è anche il sogno di volare o di cadere dall'alto. Anche in questo
caso l'origine del sogno è in una impressione infantile, poiché a quasi
tutti i bambini succede di essere lanciati in aria per gioco e quindi
riafferrati; ma il sogno di volare ha anche un carattere sessuale, se fatto
da un uomo. Salire e scendere le scale è per Freud un sogno a chiaro
carattere sessuale. I simboli sessuali hanno un carattere universale:
oggetti allungati (ombrelli, tronchi d'albero, pugnali, ma anche cravatte)
indicano l'organo sessuale maschile, oggetti cavi indicano quelli femminili,
mentre la caduta dei denti rappresenta simbolicamente la castrazione. Resta
da chiedersi una cosa: per quale motivo i sogni non esprimono il desiderio
in modo evidente? Perché, in altri termini, c'è bisogno di una
interpretazione del sogno? Da quanto detto la risposta dovrebbe essere
chiara. I desideri che sono alla base dei sogni sono desideri che risultano
ripugnanti alla nostra coscienza; per questo essa opera una censura. Il
sogno è così il risultato dei due forze. La prima è l'inconscio (o
sistema Inc., come lo chiama ora Freud), che dà origine vera e propria al
sogno, la seconda è il Preconscio (Prec.), che opera una censura sui
contenuti del sogno. Il sogno viene così deformato, modificato al fine di
non turbare la coscienza. L'interpretazione del sogno porta alla luce il suo
contenuto latente, che Freud chiama anche pensieri del sogno. Il contenuto
latente si trasforma nel contenuto manifesto del sogno, ossia nel sogno come
ci appare prima di procedere alla sua analisi interpretativa, attraverso il
lavoro onirico che opera una sorta di traduzione del contenuto latente nel
linguaggio cifrato del sogno manifesto. Il lavoro onirico opera innanzitutto
una condensazione del contenuto latente: esso viene compresso e ristretto in
una quantità limitata di scene essenziali, dietro le quali si scopre,
attraverso l'interpretazione, una quantità insospettata di pensieri ed
immagini. Inoltre il lavoro onirico procede allo spostamento. Interpretando
un sogno, si scopre spesso che il suo elemento centrale non era
espressamente indicato nel sogno manifesto. Nel sogno, gli elementi che
hanno un'alta forza psichica vengono depotenziati e sostituiti da altri, di
per sé privi di forza psichica, che vengono sovradeterminati. Questo vuol
dire che ciò che sembra essere importante in un sogno non è l'elemento
realmente centrale, ma serve per nascondere qualcos'altro, che
l'interpretazione porterà alla luce. Il sogno esprime la connessione logica
tra elementi ricorrendo alla simultaneità: due elementi vicini nel sogno
indicano due concetti uniti nel pensiero del sogno. La relazione causale tra
elementi è simboleggiata dalla successione dei sogni, in modo che il sogno
principali indichi l'effetto e quello successivo la causa, oppure attraverso
la trasformazione di una immagine onirica. Non è possibile invece al
linguaggio dei sogni esprimere l'alternativa tra due elementi (limite che è
caratteristico di ogni comunicazione non verbale). Partendo da impressioni
recenti e legando ad esse ricordi lontani, operando condensazioni e
spostamenti, ricorrendo ai simboli, i sogni mettono in scena
rappresentazioni bizzarre, spesso assurde, a volte commoventi, il cui
protagonista è sempre uno: colui che sta sognando. I sogni parlano del loro
autore (anche quando sembra che il protagonista sia un altro) al quale
manifestano, attraverso il lavoro dell'interpretazione, i suoi desideri più
profondi, censurati dalla coscienza. [1]
S. Freud, L'interpretazione dei sogni, Newton, Roma 1993, p. 84. Antonio
Vigilante, Muntu. Percorsi nelle scienze sociali
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Nella figura: Giuseppe interpreta il sogno del Faraone. Illustrazione di Gustave Dorè per la Bibbia. |
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