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Cooley,
Charles Horton Ann
Arbor, Michigan, 1864 - 1929
Influenzato da William James, Cooley sostiene in opere come Natura umana e ordine sociale (1902) e L'organizzazione sociale (1909) l'idea dell'io come specchio, secondo la quale il nostro io si plasma in base alle opinioni, ai giudizi, alle immagini che gli altri si fanno di noi. La società e l'individuo quindi non si contrappongono; la prima è piuttosto un momento della costituzione del secondo. Importante è anche la teorizzazione del gruppo primario come gruppo caratterizzato da intimità e solidarietà sociale, contrapposto al formalismo delle istituzioni, nelle quali è concesso di esprimere solo una parte della propria personalità legata a compiti specialistici. Cooley riteneva che lo sviluppo delle tecnologie della comunicazione avrebbe consentito di superare il formalismo istituzionale e favorito la diffusione di rapporti comunicativi liberi e democratici.
In italiano:
L'organizzazione sociale, Edizioni di Comunità, Milano 1963.
Antonio Vigilante, Muntu. Percorsi nelle scienze sociali | ||
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